COVID-19: quali cambiamenti di abitudini?

31 Dicembre 2019, Wuhan, città cinese nella quale in pochi giorni si conteranno 44 casi di Covid-19, o comunemente chiamato Coronavirus.
Ascoltando successivamente le due interviste che ho effettuato, è facile notare come le abitudini di una persona si modificano in relazione ai suoi bisogni.

Più di un anno fa tutto il mondo ha avuto la necessità di fermarsi a causa di un’improvvisa minaccia: quella del nuovo virus di origine cinese, il Covid-19.
Più di 300.000 imprese, nel territorio italiano, hanno dovuto chiudere, tra cui palestre, piscine, teatri, scuole di ogni genere, negozi vari, togliendoci così la libertà di proseguire le nostre abitudini nella completa normalità.

Moltissime persone, di conseguenza, hanno dovuto cambiare le proprie consuetudini, o addirittura, rimuoverle completamente.

Premesso ciò, ho avuto la possibilità di intervistare due ragazze sulla questione del cambiamento del proprio stile di vita in relazione alla pandemia.

La prima persona intervistata, una ragazza di sedici anni al terzo anno del liceo classico, ha dichiarato che le sue abitudini non sono cambiate molto, poiché lei è una persona che non pratica sport e non è solita uscire tutti i giorni.

Riporto di seguito un estratto dell’intervista:
“Non sono una ragazza molto socievole, diciamo, non sono solita uscire con le amiche né tantomeno praticare sport. Questa pandemia per me è stata una sorta di possibilità di sentirmi meno strana del solito”.

Dalle parole trascritte si coglie che il modo di trascorrere le giornate di questa ragazza non è stato molto stravolto, eccetto il fatto di non recarsi a scuola.

Ma ora guardiamo la reazione della seconda adolescente intervistata. Si tratta di una diciannovenne di Torino centro, la quale ha invece affermato che questo lockdown ha influito molto sulle sue abitudini al contrario del primo esempio.

Infatti lei pratica CrossFit da tre anni, una disciplina sportiva che riunisce molto spesso tanta gente all’aperto, mentre per la maggior parte delle volte viene praticata in palestra, un luogo molto discusso in questo periodo.

Con la chiusura delle palestre questa ragazza non ha più potuto dedicarsi al suo sport e di conseguenza è stata obbligata a rimandare tutte le competizioni in programma.

Oltre a ciò, la seconda è anche una ragazza molto attiva socialmente, perché le piace uscire e condividere degli aperitivi con le amiche, ma purtroppo anche tutto ciò è stato rimandato a un periodo ancora incerto.

Ecco un estratto dell’intervista:
“Questa pandemia è la cosa peggiore che mi sia successa, mi ha bloccato tutto. Non pratico un allenamento da circa nove mesi e le mie uscite con gli amici sono diminuite quasi a non esserci più.”

Come possiamo notare abbiamo due reazioni al lockdown del tutto differenti: da una parte una che si può dire positiva, grazie al fatto che la persona interessata non era già prima una ragazza molto socievole, né attiva sportivamente.

Mentre dall’altra parte abbiamo una testimonianza del tutto negativa, dovuta al fatto che la persona in questione è una ragazza molto attiva sia nell’ambito sportivo, sia nella sfera sociale.

In conclusione possiamo constatare che una pandemia come quella del Covid-19 non stravolge obbligatoriamente in negativo le nostre abitudini, ma che la reazione può variare da persona a persona.

Francesco Acquafredda (classe 2E LES)

Articolo del giornale scolastico “Off-School”