#filosofiacondivisa

Quando a settembre, mi è stato proposto di diventare editor di questo magazine, ho accettato immediatamente.
La mia idea, fin da subito, fu di creare con le classi articoli, per condividere le riflessioni degli studenti sia in filosofia che nelle scienze umane.
Ora che il magazine è pronto, in un momento come questo, in cui la pandemia da Covid 19 ha cambiato la nostra vita, sono certa che condividere le nostre attività, riflessioni sia un modo per farci sentire parte viva e attiva della nostra comunità scolastica.
Purtroppo ora non possiamo più vederci fisicamente, incontrarci nei corridoi e nelle classi,  quindi diventa  fondamentale mantenere i contatti, vivere distanti, ma uniti questo momento di isolamento fisico, in cui non abbiamo contatti se non attraverso i social, il telefono  e le video lezioni.

La società di oggi, ormai liquida, stava perdendo il profondo significato di uno sguardo, di una stretta di mano, di un abbraccio. In molti vivevano sui social, estraniandosi dalla dimensione sensibile e vivendo molto spesso in una sorta di Iperuranio platonico, perdendosi il bello della realtà che ci circonda.
In questo momento, l’umanità ha compreso che era distratta da altro, da molte cose frivole, dal farsi vedere, dal mostrarsi diversi da ciò che si è, non riuscendo a dimostrare che nella vita per essere veri bisogna cercare di capire il noumeno e non lasciarsi illudere dal fenomeno, perché quando si sposta il velo di Maya l’uomo capisce che è fragile, che è solo, che persino un abbraccio o un saluto possono essere letali.

 Stiamo vivendo un momento difficile e penso che condividere i pensieri dei miei studenti sia importante per ricordare che la scuola non si ferma, che il pensiero è in continua evoluzione, che l’intera comunità educante sta utilizzando tutte le risorse che ha per continuare a formare, istruire e comunicare con i nostri allievi.
Forse oggi più che mai, abbiamo capito quanto era importante la nostra quotidianità, la nostra libertà, la nostra vita, i nostri affetti e i nostri ruoli. Solitamente i momenti di crisi sono quelli in cui l’uomo dà il meglio di sé per reagire e ricostruire.

Il Coronavirus ha dimostrato di essere democratico e cosmopolita, quindi l’umanità oggi puoi solo unire le forze e combatterlo, per dominarlo e portarlo all’estinzione, quindi stiamo a casa, studiamo, lavoriamo, pensiamo e condividiamo le nostre riflessioni, solo così andrà tutto bene. Nelle prossime settimane pubblicherò gli articoli dei miei studenti, cercando così di rendere diverso questo isolamento sociale. Le loro riflessioni sono utili per capire come loro siano svegli eraclitei e non dormienti che vivono di doxa, loro sono il futuro di questo grande Stato.

Prof.ssa Eleonora Buscemi, docente di Filosofia e Scienze Umane