Intervista al preside dell’I.I.S. “Europa Unita”

Il giorno 27 maggio 2021 alle ore 14:00 il Preside del nostro istituto ci ha rilasciato questa intervista, rispondendo cortesemente alle nostre domande, che toccano diversi argomenti, anche al di fuori dell’ambito rigorosamente didattico ed amministrativo.

1 Come mai, secondo lei, il nostro sistema scolastico in Europa è quello con il più alto tasso di ore di studio a casa, ma in proporzione con un basso tasso di alfabetizzazione (precisamente siamo posizionati al 54^ posto)? 

“L’analfabetismo è un aspetto marginale, uno dei problemi reali è però l’analfabetismo di ritorno (quello relativo a persone che hanno conseguito un percorso di studi, ma non sono in grado, per esempio, di comprendere dei testi e decodificare dei brevi messaggi). 

Per quanto riguarda il basso numero di diplomati e di laureati a mio parere può essere attribuito 

all’organizzazione delle università, alla loro capacità di rendere intrigante il percorso di studi e anche alla volontà dei giovani di ampliare la propria cultura affrontando questo percorso. Per incrementare questo numero è stata fatta una legge che divide i titoli di studio universitari in: laurea, percorso della durata di tre anni, e laurea magistrale, della durata di cinque anni. 

Concludo dicendo che le soft skills, utili nel proprio lavoro, spesso non si imparano coronando una laurea.” 

2 A suo parere per quali motivi così tanti ragazzi e ragazze, a volte molto giovani, vengono a contatto con sostanze stupefacenti, pur conoscendone gli effetti? Abbiamo forse perso il rispetto per noi stessi? 

“Secondo il mio giudizio le cause di queste azioni sono da ricercare in fattori come sentirsi al pari del gruppo di appartenenza, la sottovalutazione del rischio correlata all’idea dello smetto quando voglio e del tanto non capita a me; inoltre i giovani sono curiosi per natura e spesso questa curiosità può non incentrarsi su qualcosa di positivo.”

3 Secondo la sua opinione, perché in un Paese democratico come il nostro gli studenti non decidono più di battersi per ciò che ritengono giusto con proteste o con occupazioni scolastiche? 

“Io vedo molti giovani che si battono, ma la difficoltà sta nel comprendere per cosa sia giusto battersi; tuttavia io colgo molta voglia di cambiamento, per esempio con il movimento del Fridays for future guidato da Greta Thunberg è stato scoperchiato il vaso di Pandora.” 

4 A suo giudizio è ancora efficace la scuola come la vediamo oggi? O ci si dovrebbe approcciare all’istruzione in modo più attivo per gli studenti? 

“L’approccio più attivo è certamente più efficace: come si dice già da tempo, se lo studente è il protagonista della sua istruzione, impara con più facilità. Molto spesso si utilizza però un metodo più passivo, per facilitare il lavoro sia degli insegnanti che degli studenti.” 

5 Perché, secondo lei, noi ragazzi siamo valutati sulle nozioni, che fanno lavorare solo la nostra memoria, piuttosto che sulle nostre attitudini e capacità individuali? 

“A mio parere il motivo è semplicemente che questo è più facile e rassicurante per tutti, visto che si spiega solo ciò che viene chiesto in un’eventuale verifica o interrogazione.” 

6 Lei, Preside, ritiene che un approccio alla prostituzione e alle sostanze stupefacenti di modello olandese potrebbe spodestare le grandi famiglie mafiose italiane? 

“È vero che il proibizionismo a volte aiuta e incrementa la criminalità, rendere la società antiproibizionista però non è sufficiente a far sparire questa piaga. Lo Stato ha il

compito di educare e sanzionare, per rendere possibile l’estinzione della mafia.” 

7 Lei è convinto che nel nostro Paese venga sempre rispettato il principio costituzionale della libera espressione delle proprie idee? A tale proposito cosa pensa del recente caso Fedez? 

“Io credo che tale principio venga rispettato, tanto che rete e media sono completamente liberi. Riguardo al caso Fedez lui probabilmente ha sbagliato contesto, ma la Rai ha indubbiamente fatto uno scivolone. 

8 Come mai non è presente uno spazio di confronto diretto tra presidenza, docenti e studenti? 

“Ci sono circa 5000 persone che fanno parte di questo istituto: tra cui quasi 1500 studenti, le loro famiglie, i docenti e i vari dipendenti della scuola. Lo spazio di confronto esiste, ma è organizzato attraverso organi collegiali (consigli di classe, collegio dei docenti, consiglio d’istituto) che rappresentano studenti, genitori e personale scolastico. Tutte queste componenti sono presenti nell’organo di indirizzo della scuola, che è il Consiglio d’ Istituto. 

Quindi gli ambiti per il confronto tra i vari soggetti dell’istituzione scolastica esistono, la priorità è farli funzionare.” 

9 La nostra scuola offre dei percorsi all’estero come l’Erasmus? Se no, perché non vengono inseriti? Se sì, li potrebbe illustrare? 

“Progetti di questo genere sono nell’interesse della scuola. Sono comunque già esistenti alcune possibilità in questo senso: per esempio il progetto Transalp che vede coinvolti studenti italiani e francesi, cosicché i francesi possono venire qui e viceversa.”

10 Secondo lei è giusto che la presenza del Vaticano in Italia influisca in decisioni politiche, come l’approvazione dell’eutanasia o la possibilità di adottare figli per le coppie omosessuali? 

“L’obiettivo dello Stato è salvaguardare le opinioni di tutti, per cui la Chiesa deve e può dire ciò che pensa; è compito dello Stato e della società riconoscere ed esercitare la propria autonomia a tutti i livelli. Per esempio, alcuni diritti sanciti per legge sono in disaccordo con il pensiero della Chiesa, tuttavia ci sono e i cittadini possono esercitarli.”. 

Ringraziamo il Preside, per averci concesso questa intervista su vari temi, non solo di carattere strettamente scolastico, cosicché possiamo incominciare a conoscere le idee del dirigente del nostro ampio e complesso istituto.

Cecilia Borra (classe 3A SU)

Articolo del giornale scolastico “Off-School”